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FIUGGI FAMILY FESTIVAL
FIUGGI - da giovedì 24 giugno a sabato 31 luglio


Si terrà a Fiuggi la terza edizione del Family Festival che vuole essere un appuntamento annuale in cui si propone alle famiglie una vacanza "intelligente" fatta di proiezioni cinematografiche con la presenza di attori, registi e produttori, con pellicole adatte ad un pubblico familiare.

Località: Fiuggi
Indirizzo: Terme Bonifacio VIII
Info: Associazioni Effe3
Sito Internet: www.fiuggifamilyfestival.org - www.comune.fiuggi.fr.it

 

FIUGGI




Fiuggi sorge sui luoghi dell’antica “Felcia”, uno dei centri della Confederazione Ernica, su un rilievo difeso naturalmente da due fossati, a 750 metri di altitudine. La parte più alta del centro abitato, chiamata “arx”, era la più difesa e faceva riscontro a quella meno ripida, più adatta allo svolgersi della vita quotidiana, chiamata “le piagge”. La struttura medievale di Articoli di Campagna doveva seguire quasi sicuramente l’antica delimitazione dell’abitato ernico, caratterizzata da una cinta muraria con tre porte di accesso. Di queste, l’unica ancora visibile è quella della cosiddetta “portella”. Fiuggi, nel corso della sua storia, ha visto cambiare più volte la sua denominazione, “Felcia” in origine, “Articoli” dalla caduta dell’Impero Romano, “Articoli di Campagna” nel Medioevo per distinguersi da Articoli Corrado, piccolo centro vicino Subiaco, ed infine, a partire dal 1911, “Fiuggi”. Una buona parte del territorio attuale di Fiuggi apparteneva ai monaci benedettini dell’Abbazia di Subiaco, con le Chiese di san Biagio, San Lorenzo e San Quintino. Alla fine del XIII° secolo la famiglia Caetani acquistò l’intera valle Anticolana per volere del papa Bonifacio VIII°; risale a tale epoca l’utilizzazione delle acque curative, quando lo stesso Pontefice, colpito da gravi disturbi, potè verificarne la grande efficacia sul proprio organismo. Nel periodo compreso tra il XII° ed il XVI° secolo, il comune mantenne la sua fisionomia originaria e gravitò nell’orbita del potere centrale della Chiesa. Appartenne alle famiglie dei Borgia, degli Sforza, dei Margani, e dei Colonna fino alla sua annessione al regno d’Italia, nel 1870. La notorietà delle acque articolane risale all’epoca romana, e moltissimi personaggi famosi ne fecero uso e soggiornarono a Fiuggi: da Michelangelo Buonarroti a papa Pio X°, da Giovanni Giolitti a Vittorio Emanuele III°, e inoltre Francesco Saverio Nitti, Benedetto Croce, Guglielmo Marconi, Ernesto Breda, Ivanoe Bonomi, Enrico De Nicola, Alcide De Gasperi, e tanti altri personaggi famosi. Nel 1870 venne fatto il primo passo di sistemazione delle fonti e nel 1890 venne realizzata la prima copertura con una tettoia. Il primo stabilimento venne realizzato nel 1905 e intitolato a Bonifacio VIII°, permettendo così a Fiuggi di essere inserita fra le città termali italiane. Negli stessi anni furono avviati i lavori di costruzione di due grandi alberghi, il Grand’Hotel di Fiuggi Città, con annesso teatro, ed il Palazzo della Fonte di Fiuggi Fonte. La fonte Bonifacio VIII°, originariamente in stile neoclassico, è stata completamente ricostruita, su progetto del celebre architetto Moretti, a forma di fungo con due lunghe ali laterali a forma di vele. Una delle feste più care agli abitanti di Fiuggi è quella delle “stuzze”, che si celebra in occasione della ricorrenza di San Biagio, patrono della città, la sera del 2 febbraio di ogni anno. Tale festa consiste nell’accendere numerosi tronchi d’albero nella piazza principale, portati a spalla dai fedeli per le vie cittadine e culminante nell’incendio di un grande pagliaio a forma di edificio. La ragione di tale festa affonda le origini nella leggenda che nasce da un episodio realmente accaduto. Nel 1298 il cardinale Egidio Colonna si impossessò dei beni dei fratelli, compreso il castello di Articoli. Si ricorse all’autorità del Papa e quando le sue truppe arrivarono in vista di Articoli, si resero conto che la cittadina era stata già bruciata e si ritirarono, pensando di essere stati preceduti da altre truppe. Tale incendio sembra fosse stato voluto dal patrono della città, San Biagio, per salvarla dagli assalitori, e da tale giorno gli abitanti continuano a ricordare l’episodio miracoloso con la festa delle “stuzze”.

 

 

Amaretti


Ingredienti:
200 g. di mandorle dolci, 20 g. di mandorle amare, quattro bianchi d'uovo, 300 g. di zucchero a velo, dischetti di ostia.

Come si prepara:
Ammollare le mandorle in acqua bollente, spellarle, passare al forno, pestarle in un mortaio e mescolarle allo zucchero in una terrina. Sbattere a neve i bianchi e unirli poco alla volta alle mandorle, mescolando delicatamente. Sistemare i dischetti di ostia su una placca spolverizzata di farina e disporvi l'impasto in mucchietti di forma ovale. Infornare a 180° per 30 minuti.